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Per me, qualsiasi forma di impegno all’interno di una organizzazione è sempre coincisa col tentativo costante di contribuire a far crescere, sviluppare ed evolvere l’organizzazione stessa attraverso, al contempo, la sua progettualità e le sue persone. Con la ferma convinzione di voler mettere ogni compagno di viaggio (e me per primo) nella condizione di trattarsi non per ciò che si è ma per quello che potremmo, e quindi dovremmo, divenire. Anche per questo ho sempre costruito squadre di persone tutte possibilmente più brave di me nella funzione di cui li incaricavo.

Da quasi vent’anni il mio agire ha sempre fatto convergere innovazione, sostenibilità e attenzione alla centralità dell’essere umano. Oggi la chiamano ‘Industria 5.0’; io anni fa l’ho nominalizzata ‘Humanovability’ (crasi fra Innovation-Sustainability-Human Centricity); da sempre – in realtà – gli uomini e le donne di buona volontà l’hanno chiamata ‘una vita vissuta per-il-Bene’.

Grazie a un’analisi e uno studio costanti dei grandi scenari evolutivi e dei mega trend che ridisegnano le economie e i settori della società civile, mosso da curiosità e spirito creativo e originale, ho sempre teso naturalmente ad intuire gli spazi vuoti e ad occuparli con della progettualità innovativa di matrice sia strategica che operativa, la cui execution e realizzazione avessero, nel risultato economico finale e nel rafforzamento della posizione nel mercato, una prova conclamata dell’efficacia dell’intuizione avuta per conto dell’organizzazione in cui operavo (prima come manager e negli ultimi quindici anni come executive).

Ma in realtà, a muovermi intimamente e a consentirmi di rimanere fermo di fronte a tutte le obiezioni incontrate fin dall’inizio per questo modo di operare all’interno dell’organizzazione in cui lavoravo, è sempre stato il desiderio profondo di produrre un impatto enormemente positivo sul sistema globale e, per lo più, sul Pianeta e sull’Umanità …alla costante ricerca di capire come contribuire alla Pace. Così facendo, anno dopo anno, visione dopo visione, intuizione dopo intuizione, progetto dopo progetto, fallimento dopo fallimento, successo dopo successo, sono stato sempre attratto da tutte quelle esperienze, quelle progettualità, quelle conoscenze e quelle collaborazioni grazie alle quali io potessi contribuire alla realizzazione di una grande impresa. Ed anche per questo, ancora oggi una volta di più, sfido la mia vanità col tentativo di ritenermi un creativo, forse scomodo ma risolutore di problemi, che pensa, sente e agisce con mente imprenditoriale, cuore sociale e anima ecologica.

Nel fare tutto questo sono sempre stato convinto che saranno la Bellezza e il Silenzio …a salvare il Mondo. Per questo abbiamo bisogno di donne e uomini che non usino la loro intelligenza solo per arricchirsi ma anche per elevare l’umanità, guidando il mondo verso la prosperità più che la ricchezza, grazie anche alle loro di menti imprenditoriali, ai loro di cuori sociali e alle loro di anime ecologiche. Abbiamo sempre più bisogno di innovatori consapevoli: veri e propri generatori di gratitudine. Sono quindi fermamente convinto dell’importanza di imparare a donarsi.

Tutto questo è ciò in cui credo fortemente!

Questo progetto che ora nasce, dunque, rappresenta la crescita, lo sviluppo e l’evoluzione di chi in questi anni mi ha insegnato, guidato, istruito, affiancato, accompagnato e sostenuto nel mio fare quotidiano, riscaldandomi il cuore e illuminandomi la mente. Questa Fondazione nascente è l’elevazione dei risultati finora ottenuti e la valorizzazione di tutti gli insuccessi.

Oscar Di Montigny